Laboratorio Psicomotricità

26 incontri (intero anno scolastico) per tutti

L’attività psicomotoria spontanea e guidata all’interno di un setting strutturato coinvolge il bambino sia a livello motorio che emotivo. I momenti di gruppo precedenti e seguenti il gioco, stimolano lo sviluppo della comunicazione verbale e non, delle proprie sensazione ed emozioni relative all’attività da svolgere e/o appena svolta.

Si utilizzeranno materiali senso motori destrutturati come teli, corde, etc, con cui promuovere attività che permettano al bambino di sentire e conoscere il proprio corpo e quello dell’altro.

Condotto dalla Dott.ssa Francesca Bena (terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva) dell’Associazione “Pallarovesciata” di Seriate

Terapeutica Artistica

9 incontri (da Marzo a Maggio)

L’arte non è solo espressione creativa, è anche manifestazione della sfera emotiva della persona. La Terapeutica Artistica è la pratica di un’arte terapeutica, riabilitativa, rigenerativa, attraverso cui prendersi cura di sé stessi, in modo creativo, profondo, unico. Utilizza il mezzo artistico per favorire la libera espressione del mondo interno, universo ricco di emozioni, creatività, moti dell’anima, immagini, ricordi, accompagnando verso la ri-scoperta di sé stessi. Avvalendosi di un linguaggio simbolico non verbale, concentrandosi su un fare attivo e valorizzando le capacità di ognuno, consente a chiunque di sviluppare un percorso artistico. L’arte si trasforma in un ponte tra il mondo interno e esterno. L’interazione tra colore, materia e suono, permette a chiunque, di esprimere liberamente la propria creatività e il proprio vissuto: dal bambino, all’adulto, nelle situazioni di disagio psichico e fisico. Il corpo, inteso come unione di corpo fisico, psichico, emotivo, diventa il punto centrale di tutto il processo creativo e terapeutico, perché il corpo porta con sé il nostro vissuto e diventa il mezzo con cui esprimere la carica espressiva di cui siamo dotati. Si crea così un legame tra gesti, suoni, colori, materia, materiali, fantasia, linguaggio verbale e non verbale.

Condotto da Martina Sesti (artista terapista).

Acquaticità

10 incontri (da Marzo a Maggio)

L’esperienza in acqua si offre come un’opportunità che possa arricchire l’esperienza del singolo bambino e che sia in grado di aggiungere valore e fortificare le esperienze del gruppo. L’obiettivo comune sarà quello di far avvicinare il bambino all’acqua con piacere, serenità e divertimento. Aiutando il bambino a familiarizzare con l’elemento acqua, attraverso esperienze ludiche e motorie, si migliora il coordinamento motorio globale e acquisendo maggiore fiducia nelle proprie capacità e competenze.

Inoltre questo progetto si presta per l’acquisizione, in modo trasversale di tutte quelle competenze riguardanti la sfera dell’autonomia personale (vestirsi, svestirsi, gestire i propri oggetti ecc). Si tratta di un primo avvicinamento all'elemento liquido, per prenderne confidenza ed esplorare così le reazioni corporee ed emotive che il mondo acquatico stimola, con le sue regole fisiche peculiari.

Pony-motricità

5 incontri (da Febbraio a Marzo)

Esperienza percettivo sensoriale guidata con attenzione all’approccio individuale inquesto momento di crescita dei bambini coinvolti. Prendersi cura di un animale con la possibilità di manipolare ed utilizzare oggetti per la cura e la pulizia del pony finalizzati a mettere a proprio agio i bambini nell’ apprendere che questo nuovo amico ha bisogno di cure e coccole proprio come piace a loro. Sarà un gioco condiviso con il pony, per una maggior consapevolezza nelle proprie capacità individuali e conoscenza del proprio schema corporeo attraverso la sperimentazione della salita, dell’attività specifica proposta in sella al pony e della discesa al termine del percorso effettuato.A conclusione di ciascun incontro, ci sarà un momento di gratifica condividendo coccole e ringraziando il pony con alimenti ad esso graditi (es.: le carote).

Il progetto sarà condotto da operatrici del Centro Ippico Cà Bianca di Trescore Balneario.

PAM... PAM

MLT (Music Learning Theory) di Gordon 16 incontri (da Ottobre a Novembre e da Febbraio a Marzo).

La MLT (Music Learning Theory) di Gordon ha come primo obiettivo quello di favorire lo sviluppo dell’attitudine musicale di ciascun bambino, secondo le sue potenzialità, i suoi modi e tempi.

Gordon descrive il processo di apprendimento musicale del bambino attraverso la spiegazione di tre FASI principali e le sue sette STADI di sviluppo.

La prima fase, di ACCULTURAZIONE, è propria dell’ascolto, in cui il bambino è in assorbimento. Si passa poi alla fase di IMITAZIONE, dove il bambino si rende conto che i suoi movimenti e vocalizzi possono essere diversi da quelli che sente nell’ambiente e comincia ad imitarli. Nella terza fase, di ASSIMILAZIONE, il bambino cerca, attraverso l’introspezione, di raggiungere una coordinazione completa tra canto, respiro e movimento.

E’ proprio attraverso queste fasi di apprendimento musicale che il bambino arriva a sviluppare la capacità di pensare musicalmente. Gordon chiama AUDIATION questo pensiero musicale, che indica la capacità di sentire musica nella propria mente anche quando la musica non è presente fisicamente nell’ambiente circostante.

Possiamo fare un parallelismo con la lingua parlata e dire che i pensieri stanno al linguaggio come l’audiation sta alla musica.

È importante dire che l’audiation si acquisisce nel tempo attraverso un processo fatto di ascolto che varia in base all’attitudine innata di ciascun individuo.

L’incontro di educazione musicale favorisce l’apprendimento grazie ad una guida informale che permette di esporre il bambino alla musica, senza forzarlo alla risposta, ma incoraggiandolo all’ascolto e alla libertà di un movimento a flusso continuo.

Fondamentale per l’apprendimento è proprio il movimento che può essere libero o guidato.

È importante come la guida entri in dialogo col bambino, attraverso una voce naturale, proponendo un canto, lasciando nel silenzio spazio per l’audiation e successivamente dialogando con dei pattern o semplicemente riprendendo il canto.

È proprio nell’osservazione dei movimenti dei bambini che l’educatore può prendere spunto e creare così una situazione di gioco o di dialogo musicale con loro.

Dallo sguardo attento della guida si può portare il bambino alla propria zona prossimale di sviluppo, come Vygotskij definisce il concetto di distanza tra il livello di sviluppo attuale e quello potenziale, che può essere raggiunto con l’aiuto degli altri, adulti o pari.

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